 Fontana a Prazzo Superiore | Malgrado i documenti parlino di Prazzo fin dal Mille-MilleCento (essendo uno dei 12 comuni indipendenti della Valle Maira), il paese attualmente visibile è all'incirca del XV-XVI secolo, con aggiunte fino ai giorni nostri. Prazzo, posto a 1030 mt s.l.m., fu per secoli un centro fondamentale per la Valle Maira. In posizione particolarmente felice (si estende, infatti, su un grande pianoro, il primo dopo l'imbuto dell'orrido di Macra), sfruttò per secoli il legno che gli veniva dai grandi boschi sulle pendici del Monte Corna. Tale sfruttamento finì negli anni sessanta del novecento, quando un'alluvione del Maira distrusse la fabbrica dell'Impresa Bonelli che, a quel punto, si trasferì a Savigliano dove ancor oggi ha sede. Da sempre diviso in due parti (Superiore e Inferiore), arrivò solo nel secondo dopoguerra a fondersi in un unico paese, con la nascita del gruppo di villette turistiche (BorgoNuovo) posto tra le due anime del paese. Questo permise di superare parzialmente una curiosa inimicizia che arrivò a tal punto da costringere i paesani di Prazzo Superiore a costruire la chiesa di San Giacomo (nel XIX secolo) onde non dover più scendere alla parrocchiale (Santa Maria Assunta, chiesa del XVII secolo). Don Garnero, parroco del paese dalla Seconda Guerra Mondiale agli anni Settanta, raccontava divertito che in Prazzo Inferiore (o Sottano, come si dice nel dialetto locale) al suo arrivo si chiamavano tutti BONELLI (cognome tipico di Prazzo) a parte le due famiglie che reggevano le locande allora esistenti: Scudo di Francia e Cacciatori. Oggi Prazzo vive molto sul turismo, senza però scordare il suo stupendo passato. |