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In VALLE MAIRA si parla una lingua detta OCCITANO o FRANCO PROVENZALE. Questa parlata ha
trovato espansione in tutte le valli Occidentali del Piemonte ( Valli Susa, Germanasca, Chisone, Pellice, Po,
Varaita, Maira, Grana, Stura, Gesso, Vermenagna, Pesio) nonché nelle valli di Ventimiglia e a
Guardia Piemontese in Calabria. Il nucleo principale, però, è nel Sud della Francia da dove è
partito.
Tale lingua si distingue sia dal Francese, sia dal Piemontese sia dall'Italiano. Dove la parlata è rimasta pura (cosa
difficile, a causa di infiltrazioni piemontesi e italiane) si notano parole assolutamente originali (es. per dire
neve si dice charamaio, contro il fiòca piemontese e il nege francese).
Fino a circa 30 anni fa era parlata abitualmente da giovani e anziani. Oggi, complice la diaspora dei giovani valligiani e
una sciocca idea per la quale il parlare i dialetti (o meglio, le lingue di minoranza) sia motivo di divisione tra i
popoli e razzismo culturale, quasi più nessuno parla l'Occitano abitualmente.
Da circa una quindicina di anni, però, la cultura locale si è ripresa una rivincita. Malgrado la lenta morte
della lingua parlata, la lingua scritta, la poesia e la canzone hanno ritrovato nuova vita.
Complice l'interesse per la cultura Celtica, anche la danza Occitana e la canzone occitana ha ripreso vigore uscendo dalla
stretta cerchia dei nostalgici in cui era stata relegata.
I gruppi che suonano musica occitana sono ormai tanti e di ogni tipo. Per lo più si dividono in due gruppi:
TRADIZIONALE Sono i gruppi che suonano danze antiche o nuove ma secondo i canoni e gli strumenti antichi. Le
orchestre saranno composte da ghironde, flauti, violini e fisarmoniche con alcuni altri strumenti particolari come il
dulciaimer. Raramente cantano poiché, da studi, si sa che il canto accompagnato da musica era piuttosto raro in
antico. Se canto deve essere sarà canto a secco, utile a dare il ritmo in assenza di strumenti.
MODERNO Sono i gruppi che non solo inseriscono nuovi strumenti accanto a quelli tradizionali (soprattutto la
chitarra) ma "contaminano", per così dire, con ritmi moderni (come jazz o rock) i balli che comunque restano quelli
tradizionali (giga, courenta, bourea, countrodansa, etc). Alcuni di questi gruppi hanno dato ai balli occitani una
caratteristica tipicamente gaelico-celtica portando nelle orchestre strumenti non locali come la cornamusa.
Di seguito riportiamo alcuni esempi per dare l'idea della musicalità di balli assolutamente particolari, malgrado il
richiamo alla sonorità celtica sia ben percepibile agli appassionati:
| ARBEBO |
Brandle Chevaux (tradiz.) |
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Courenta della Rocho (tradiz.) |
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Courenta della Valle Varaita (tradiz.) |
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| GAI SABER |
Cara Guitin |
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La Dançarèm Pus |
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Voulem Dins l'Aire |
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| LOU DALFIN |
Se Chanto (Inno delle Valli Occitane Italiane-COMPLETO) |
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Set Saut (tradiz.) |
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La Vacha Malha |
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Lo Viatge |
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| LHI JARI |
Au Pople Nostre |
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La Crus (curenta e balet) |
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Lou Journ d'Apreis |
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